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Santuario di S. Calogero Eremita
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Il santuario di San
Calogero, restaurato nei primissimi anni del secolo, non è
arredato né da statue, né da quadri di notevole
interesse. L'altare maggiore si eleva su cinque gradini di marmo ed ha
la base fregiata di figure allegoriche, incise in bassorilievo di
colore bianco.
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I Ai lati dell'altare ci
sono due angeli di gesso e, sopra altri tre gradini, si erge il
Tabernacolo in legno dove è situata la statua del santo Eremita.
Questo Tabernacolo è a tre ripiani in legno, nel primo ripiano,
in centro, c'è il simulacro della Madonna Bambina, ed ai lati
figure di santi;
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nel secondo ripiano, nel
mezzo, in una cappella, c'è la statua di San Calogero, ai lati
la cerbiatta che lo forniva di latte ed il cacciatore.
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Il terzo ripiano è a forma di cupola sormontata da una croce. |
inno a san calogero
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19 – 21
Festeggiamenti in
onore di San Calogero Eremita
descrizione:
“La Festa affonda le sue radici nella
storia di San Calogero, vissuto probabilmente tra il I e il VI secolo,
originario di Calcedonia, di fronte a Costantinopoli, oggi Istanbul. Per
sfuggire ad una persecuzione contro i cristiani, parte per l’Occidente e sbarca
a Lilibeo in Sicilia dove inizia la sua opera apostolica per tutta la Sicilia,
confermando l’annuncio della vera fede con straordinari miracoli, cacciando i
demoni e guarendo i malati. In una grotta presso Sciacca conclude la sua vita
terrena. Il suo culto, che ben presto si impose e si diffuse, è testimoniato
dagli Inni del monaco Sergio, risalenti al IX secolo e rinvenuti, unitamente
alle ossa del Santo, nel Monastero di Fragalà. Appare certo che da Fragalà il
culto a San Calogero si è diffuso nella Valle del Fitalia, in particolare a San
salvatore di Fitalia e nell’area dei Nebrodi.
L’evento si caratterizza
per l’enorme afflusso di pellegrini provenienti da tutti i paesi dei Nebrodi e
oltre, che nella notte tra il 19 e il 20 agosto accorrono a piedi al santuario
di San Calogero. Molti sciolgono i loro voti o chiedono grazie al santo
miracoloso con l’offerta di cera vootiva, raffigurante le varie parti del corpo
umano. Il grido “...e gridamu, tutti: grazii, San Caloriu” caratterizza i vari
momenti della religiosità popolare tra cui la discesa della statua del santo in
mezzo ai devoti. Il 20 dopo la Santa Messa solenne delle ore 11,00, le varie
processioni per le vie del paese. Date principali evento: 19 e
20”
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Particolare di quest'altare, alto più di dieci metri,
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è la botola che si trova nel suo interno,che serve, mediante apposito congegno, a far salire e scendere |
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il santo dalla sua cappella. |
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| PREGHIERA |
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O Dio, per mezzo di Gesù Tuo Figlio
e nostro Signore, nello Spirito Santo che è Signore e da la
vita, Ti ringraziano dei Tuoi innumerevoli doni.In particolare Ti
lodiamo per averci dato, modello e protettore, San Calogero che, per
amore a Te, nelle nostre contrade, ha servito i fratelli
guarendoli nell'anima e nel corpo.Per sua intercessione proteggici.Sul
suo esempio donaci di cercare Te sopra ogni cosa e di trovarTi
nell'attenzione alla Tua Parola, nella preghiera, in un ordinato
uso delle cose, nel servizio ai fratelli. Amen .
Con approvazione ecclesiastica
Patti, 8 aprile 1990
† Ignazio Zambito, Vescovo
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